domenica 28 dicembre 2025

CRISTIANI PERSEGUITATI: LA FOGLIA DI FICO DELL’IMPERO

 Ogni volta che Washington impugna la clava militare, compare una giustificazione morale pronta all’uso. Diritti umani, civili da proteggere, democrazia da esportare. Oggi, nel caso nigeriano, la formula scelta è quella dei cristiani perseguitati: una narrativa emotivamente potente, culturalmente spendibile, politicamente utile. Eppure, profondamente ipocrita.

I cristiani sono perseguitati in decine di Paesi: in Asia, in Medio Oriente, in Africa. In Pakistan, in India, in Egitto, in Arabia Saudita, in Corea del Nord. Da sempre. E da sempre gli Stati Uniti se ne fregano, salvo quando la persecuzione può essere trasformata in leva retorica per giustificare un intervento che ha tutt’altre motivazioni.

Se davvero la difesa dei cristiani fosse una priorità strategica americana, la mappa degli interventi militari sarebbe completamente diversa. Invece è selettiva, opportunistica, funzionale. Come tutte le morali imperiali.

La violenza in Nigeria non è una guerra lineare tra cristiani e musulmani. È una miscela esplosiva di jihadismo, criminalità armata, lotte etniche, collasso statale e povertà strutturale. Molti dei gruppi armati colpiscono musulmani moderati tanto quanto cristiani. Ridurre tutto a una persecuzione religiosa non è solo falso: è intellettualmente disonesto. Ma funziona, perché trasforma un conflitto complesso in una favola morale semplice.

Il punto non è aiutare i cristiani. Il punto è che la Nigeria è il perno dell’Africa occidentale: demograficamente, economicamente, strategicamente. Chi influenza la Nigeria influenza il Golfo di Guinea, le rotte energetiche, la stabilità del Sahel.

Ed è qui che entra in gioco ciò che davvero preoccupa Washington: Russia e Cina. La Cina investe, costruisce infrastrutture, compra consenso politico. La Russia offre sicurezza, armi, mercenari, addestramento. Entrambe avanzano dove l’Occidente arretra.

In questo contesto, i raid non sono beneficenza armata. Sono un messaggio. Un avvertimento strategico mascherato da umanitarismo. Non parlano ai jihadisti: parlano alle altre potenze.

Non è cinismo, è realismo: gli imperi non bombardano per compassione. Bombardano per posizionarsi, contenere rivali, difendere asset, mantenere influenza. La narrativa umanitaria serve a tranquillizzare l’elettore, non a spiegare il mondo.

LUCA COSTA

articoli di Luca Costa



Nessun commento:

Posta un commento

Risorgimento: come poteva essere

  Il Risorgimento con i “se” e con i “ma”: come sarebbe potuta andare diversamente *** La storia del Risorgimento italiano è spesso raccont...