martedì 18 novembre 2025

SUPERBONUS NO, CONDONO SÌ

SUPERBONUS NO, CONDONO SÌ : CARA GIORGIA, QUAL È IL SENSO ?

Negli ultimi giorni un emendamento alla legge di bilancio 2026 presentato dalla maggioranza in particolare Fratelli dItalia e Forza Italiacontiene la riapertura dei termini della vecchia sanatoria/condono edilizio del 2003, riproponendo così la possibilità di regolarizzare costruzioni abusive. La norma è stata inserita tra i numerosi emendamenti alla Manovra e ha subito scatenato polemiche: opposizioni, sindacati e ambientalisti lhanno definita un «colpo di spugna» pro-furbetti, e diversi commentatori la leggono anche come una mossa dallevidente valenza elettorale regionale (Campania).

Perché dobbiamo ancora e ancora sorbirci questa farsa dei condoni? Quando più conviene agli incompetenti corrotti che ci governano :un condono edilizio. E chi paga? Ma non era proprio questa la domanda di Meloni&Co contro il Superbonus : chi paga? E ora? Condono. Ma chi paga? Chi ci capisce è bravo.

Parliamo poi della questione della speculazione edilizia, delle villettopoli, degli abusivismi sistemici. Ma la Meloni non aveva affermato a più riprese di “stare dalla parte del paesaggio”?

Dove sta la dissuasione per chi vuole fare il furbo in Italia se il messaggio è sempre lo stesso fai, costruisci, e quando verrai beccato prima o poi qualcuno ti offrirà di farla franca con un bollo e una mini-tassa?

Per cinquantanni intere campagne, coste e periferie sono state sfigurate, distrutte, deturpate da chi ha messo cemento dove non si doveva, spesso con la complicità di amministrazioni cortesi o distratte. E che si fa? Si rilancia un condono che, nella pratica, premia ancora una volta gli stessi che hanno infranto regole e poi chiedono il riconoscimento pubblico della loro irregolarità. Intanto pagano il conto i cittadini onesti quelli che rispettano leggi e vincoli e lambiente, che non ha modo di chiedere il conto. È scandaloso, inaccettabile, credo perfino offensivo per chi ha trascorso anni a combattere per la bellezza d’Italia e per chi ama davvero questo Paese.

E non caschiamo nellipocrisia dei numeri: si parla sempre di salvare migliaia di abitazioni, di mettere al sicuro famiglie, ma non si dice che spesso dietro quelle case ci sono interessi immobiliari occulti e speculazione selvaggia. Non si dice che il condono è una scorciatoia che trasforma la legge in un bancomat elettorale. E se qualcuno piange per le famiglie in difficoltà, ben venga una misura mirata e equa non certo unelemosina che spalanca la porta al racket dellabuso. Il condono edilizio non può essere fatto passare per una politica del diritto alla casa in un paese civile.

E poi, domande provocatorie che gridano giustizia: perché invece non ci condonano mai le accise sul diesel, quelle che pesano sulle tasche di milioni di lavoratori e imprese? Perché non abolire la miriade di imposte indirette che schiaccia il ceto medio? Perché si trovano soldi facili per cancellare lillegalità edilizia che premia i furbi ma non si toccano i miliardi a Kiev e le armi a Netanyahu? E se il governo è così sollecito a fare regali, perché non risparmia i miliardi che partono per finanziare la mafia delle energie falsamente rinnovabili?

Il condono non è una cura: è un analgesico che nasconde la malattia. E la malattia è culturale prima che legislativa. È una cultura della scusa verso i furbi, delleccezione trasformata in regola, della complicità con chi sfigura la bellezza della nostra patria. Sin quando la politica continuerà a premiare lillegale con sanatorie periodiche, lItalia continuerà a perdere bellezza, legalità e fiducia nello Stato. Perché alla fine sono sempre i furbetti che vengono premiati.

Serve altro: serve rigore, controllo, sanzioni vere, demolizioni quando la legge lo richiede, e piani di recupero del costruito pensati per il bene comune non regali di turno. Serve trasparenza su chi beneficia davvero delle sanatorie e, soprattutto, serve che la politica smetta di barattare il patrimonio paesaggistico del Paese con decine di voti in più.

Se il governo Meloni (e i suoi alleati) desiderano davvero difendere le famiglie e il Paese, non c’è strada più semplice: sospendete questa idea di condono che puzza di compromesso e scegliete invece investimenti per la riqualificazione, controlli serrati e misure sociali mirate per chi è davvero in difficoltà.

Il condono edilizio del 2003 varato dal governo Berlusconi aveva già avuto conseguenze devastanti sul paesaggio e sulla corruzione. E ora vediamo con chiarezza di chi è erede questo governo Meloni.

LUCA COSTA

PONTE ARCOBALENO: LUCA COSTA: una voce del pensiero alternativo







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