Astensione record alle urne: la democrazia italiana è un’illusione
Tre
regioni chiave, tre elezioni appena concluse, e il dato è
inquietante: meno della metà degli aventi diritto si è degnata di
recarsi alle urne. Veneto, Campania, Puglia. Non è un semplice
incidente statistico: è un segnale forte e inequivocabile. Gli
italiani non credono più nella loro democrazia. E prima di cercare
capri espiatori strani, lo diciamo chiaro: non è colpa della Russia,
non sono i social, non è una “manipolazione dell’informazione”.
La colpa è qui, davanti a noi, nelle piazze vuote e nei seggi
deserti. La colpa è nostra, dei politici e del sistema che ha
svuotato di senso il voto.
Perché votare, quando tutti
sanno che le decisioni fondamentali vengono prese altrove? A
Bruxelles, Londra, Washington, Pechino. Dove certo noi non possiamo
andare a votare. Dove la volontà dei cittadini italiani conta quanto
un alito di vento. Si va a votare, si sceglie, si spera… e poi
nulla cambia. Le strade restano dissestate, i salari stagnano, i
servizi pubblici arrancano, e chi è al potere continua indisturbato
a fare l’agenda degli interessi globali, non dei
cittadini.
L’astensione record non è un capriccio, è
un grido silenzioso: “Siamo stanchi. Siamo delusi. Il nostro voto
non serve a nulla.” Una democrazia che non ascolta i propri
cittadini è una democrazia morente. E l’Italia, una delle nazioni
fondatrici dell’Europa, rischia di esserne la prova vivente.
La
realtà è cruda: finché ogni decisione strategica sarà presa
lontano dai nostri confini, nei corridoi del potere globale, finché
la politica italiana sarà ridotta a una farsa di tattiche e
mediazioni inutili, nessun voto convincerà più gli italiani a
scendere in piazza o a riempire le urne. L’astensione non è
rifiuto del dovere civico: è lucidità politica. È l’unico gesto
di onestà rimasto di fronte a un sistema che ha deciso, senza
chiedere il permesso, di ignorare la voce dei cittadini.
E
allora, sveglia, classe politica: smettete di dare la colpa agli
altri. Gli italiani hanno capito tutto. E hanno scelto di non
partecipare a uno spettacolo che non li rappresenta.
LUCA COSTA
PONTE ARCOBALENO: LUCA COSTA: una voce del pensiero alternativo

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