Ursula Airlines: volare alto, coi nostri soldi
C’è chi dice che la
politica europea sia fatta di visioni, strategie, grandi ideali. Poi
scopri che Ursula von der Leyen gira con l’aereo privato pagato dai
contribuenti e capisci che la vera “visione” è il finestrino
panoramico.
La presidente della Commissione UE, donna che
predica la transizione verde, i treni notturni, la sostenibilità e
l’Europa a misura di cittadino, quando deve muoversi non prende
certo un Intercity con la carrozza rotta. No: sale sul suo jet
scintillante. E noi paghiamo.
Il tragicomico episodio
dell’altro giorno – l’aereo “costretto a navigare a vista”
dopo un presunto attacco russo – è solo la ciliegina sulla torta.
Il problema non è la Russia. Il problema è: perché Ursula ha un
aereo?
Non eravamo nell’Europa dell’austerità, dei
sacrifici, delle bollette da abbassare, delle emissioni da tagliare?
Ai cittadini si dice di spegnere la luce e abbassare il termostato,
mentre a Bruxelles si finanzia l’ennesimo jet presidenziale che
vola da capitale a capitale come un Uber con le ali.
La
scena è grottesca: mentre milioni di europei stringono la cinghia,
la “Capa” sorvola i cieli con il suo taxi volante. E quando
l’aereo ha problemi tecnici? Panico. Ma non per il rischio in sé:
per il rischio che i cittadini si accorgano di quanto ridicolo sia
tutto questo.
La verità è semplice: il vero scandalo non
è un attacco russo, ma un attacco al buon senso. E firmato da chi
governa l’Unione.
Ursula Airlines: biglietto a carico
nostro, destinazione ignota, comfort garantito.
LUCA COSTA
PONTE ARCOBALENO: LUCA COSTA: una voce del pensiero alternativo

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