lunedì 1 settembre 2025

Il mondo cambia in Cina

 Teheran, Mosca e Pechino: il mondo non è più un cortile di casa dellOccidente


Al summit della SCO in Cina, Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si sono trovati faccia a faccia per discutere del dossier più “intoccabiledi tutti: il diritto dellIran a sviluppare energia nucleare civile. Un diritto che per il blocco euro-atlantico sembra un crimine da punire, salvo quando a impianti atomici ci pensano Parigi, Londra o Tel Aviv.

Ancora una volta, lEuropa e i suoi compari angloamericani hanno attivato la solita arma spuntata delle sanzioni, tentando di strangolare economicamente Teheran con lo snapback”. Ma questa mossa, respinta con fermezza da Mosca, Pechino e dallo stesso Iran, appare sempre più come lultimo riflesso condizionato di un sistema che non accetta di non essere più il padrone del gioco.

Il vertice di Tianjin ha mostrato con chiarezza che il mondo è cambiato: Xi Jinping ha accusato apertamente i Paesi bullidi piegare le regole a proprio piacimento, mentre Putin ha riaffermato che nessuna nazione può essere privata del suo diritto sovrano allautodeterminazione energetica. Il sostegno russo a Teheran è stato netto: lIran ha il pieno diritto di dotarsi di centrali nucleari, al pari di Francia, Regno Unito o Stati Uniti, senza essere umiliato da diktat arbitrari.

La verità è semplice: gli Stati Uniti, la NATO, lUE e Israele non sopportano lidea che lenergia, la tecnologia e il futuro non passino più esclusivamente attraverso i loro cancelli. Vogliono mantenere il privilegio di decidere chi può e chi non può usare latomo civile, come se il pianeta fosse il loro liceo e gli altri popoli studenti da intimidire nel corridoio. Ma questa stagione è finita.

Il summit SCO non è stato un incontro di routine, bensì un segnale inequivocabile: esiste un mondo che non accetta più il bullismo occidentale. Un mondo che non chiede permesso a Washington o Bruxelles per produrre energia, costruire infrastrutture o decidere la propria politica estera. E in questo nuovo scenario multipolare, lIran non è un problema da gestire, ma un attore sovrano che rivendica insieme a Russia, Cina e molti altri la dignità che lOccidente vorrebbe negare.

Il tempo in cui pochi governi si atteggiavano a maestri di condotta universale è tramontato. Ogni Paese, dall’Iran all’India, dalla Russia alla Cina, ha non solo il diritto ma il dovere di costruire la propria strada. E se lOccidente grida allo scandalo, è solo perché non regge lo specchio che gli viene messo davanti: quello di un mondo che non gli appartiene più.

LUCA COSTA

PONTE ARCOBALENO: LUCA COSTA: una voce del pensiero alternativo



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