mercoledì 20 agosto 2025

UE: progetto fallito

 

L’Europa dei padri tradita:

dall’utopia dell’unione al cimitero sociale in nome delle armi

C’è un’immagine che racconta meglio di mille trattati cosa sia diventata l’Unione Europea: un burocrate con la calcolatrice in mano, intento a sforbiciare pensioni, sanità e scuola nei Paesi membri, mentre con l’altra mano firma un assegno da 90 miliardi di euro per armare una guerra persa in partenza. È la rappresentazione plastica di un fallimento politico, morale e storico.

Quando nel dopoguerra uomini come Adenauer, De Gasperi e Schuman parlavano di “Europa”, immaginavano un continente pacificato, costruito sul rispetto reciproco, sulla solidarietà economica, sulla dignità del lavoro e sulla fine della logica dei cannoni. Oggi, invece, Bruxelles è diventata la sede di una tecnocrazia ossessionata da numeri, parametri e vincoli, incapace di ascoltare i popoli che dovrebbero rappresentare.


L’Europa del rigore e delle forbici sociali

La retorica ufficiale è sempre la stessa: “dobbiamo rispettare i vincoli di bilancio”. Ogni governo, che si succede a Roma, Atene, Madrid o Lisbona, viene messo all’angolo e costretto a sfornare “riforme” che altro non sono se non tagli selvaggi ai diritti sociali conquistati in decenni di lotte.

  • Ospedali chiusi.

  • Università senza fondi.

  • Pensioni erose in nome della “sostenibilità”.

  • Salari reali schiacciati mentre l’inflazione divora i redditi.

E intanto, Bruxelles non muove un dito per limitare i paradisi fiscali interni all’Unione, non alza la voce contro le multinazionali che pagano tasse ridicole in Irlanda o in Lussemburgo. No: il problema, per loro, è se l’Italia sfora di mezzo punto il rapporto deficit/PIL.


Ma per le armi i soldi ci sono sempre

Poi arriva la notizia: 90 miliardi di euro per continuare a rifornire l’Ucraina di armamenti, quando ormai tutti sanno che Kiev non ha alcuna possibilità di ribaltare le sorti del conflitto. Un Paese dissanguato, una popolazione in fuga, un’economia distrutta: eppure la priorità dell’UE è continuare a prolungare la guerra, in un macabro gioco che arricchisce solo le industrie belliche e impoverisce i cittadini europei.

La schizofrenia è evidente: per un ospedale mancano i fondi, per una cattedra universitaria “non ci sono le risorse”, ma per missili e carri armati gli assegni scorrono veloci. Non è più una politica: è un insulto.


Putin tende la mano, l’Europa la respinge

Mentre Mosca, piaccia o meno, apre spiragli per una trattativa, Bruxelles chiude ogni finestra, aggrappandosi alla logica della contrapposizione totale. Parlare di pace è diventato tabù, quasi un atto di tradimento. Eppure la vera missione originaria dell’Europa era proprio questa: impedire che il nostro continente tornasse ad essere il teatro di guerre infinite.

Oggi l’UE si fa invece megafono di strategie altrui, totalmente dipendente da interessi che non sono i suoi: l’Europa non decide, obbedisce. Non costruisce ponti, alza muri. Non difende i suoi cittadini, li sacrifica sull’altare di un conflitto che non ci appartiene.


Un tradimento storico

La verità è che l’Unione Europea ha tradito se stessa. I valori fondativi – solidarietà, pace, prosperità condivisa – sono stati sostituiti da austerità, guerra e precarietà. Bruxelles non è più la casa comune dei popoli, ma un consiglio d’amministrazione al servizio delle banche e dei mercati, pronto a usare la clava del rigore sui più deboli e a spalancare i rubinetti quando si tratta di comprare armi.

Chi può ancora guardare in faccia i cittadini europei e dire, senza vergognarsi, che questa è l’Europa che sognavano i padri fondatori? Nessuno. Perché non lo è. È un incubo tecnocratico che ha soffocato le speranze e le vite di milioni di persone.


Conclusione

Quando un’istituzione diventa così distante dai popoli da cui dovrebbe trarre legittimità, il suo destino è segnato. L’UE di oggi non ha più nulla da offrire se non sacrifici a senso unico e guerre altrui. O si cambia radicalmente rotta, recuperando lo spirito originario dell’Europa unita come progetto di pace e giustizia sociale, oppure questa Unione è destinata a implodere sotto il peso delle sue stesse menzogne.

Perché una cosa è certa: i popoli europei possono accettare la povertà, ma non accetteranno mai di essere impoveriti per finanziare guerre infinite.

LUCA COSTA
PONTE ARCOBALENO: LUCA COSTA: una voce del pensiero alternativo



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