Basta con la retorica dell’impero: il mondo non può più tacere davanti all’arroganza USA
C’è
un limite oltre il quale non
si deve andare.
Un minimo di decenza da rispettare.
Gli Stati Uniti d’America
—
da
otto
decenni
autoproclamatisi gendarmi del mondo —
tornano
a brandire la sfinente,
logora bandiera della “difesa
della democrazia”
per
giustificare ciò che in realtà è soltanto l’ennesimo
capitolo di una politica estera predatoria, imperialista
e profondamente ipocrita.
Ora
l’obiettivo
è il Venezuela di Nicolás
Maduro, uno Stato sovrano, riconosciuto dalla comunità
internazionale,
certo imperfetto e segnato da gravi crisi interne, ma pur sempre un
paese membro
di una comunità internazionale che deve garantirne i diritti alla
sovranità e all’autodeterminazione del proprio popolo.
Eppure, come già
accaduto
in Iraq, in Libia, in Serbia, in Afghanistan, Washington ricomincia
con
il
solito copione: costruire una narrazione tossica, gonfiare accuse,
mobilitare media e apparati di intelligence per preparare l’opinione
pubblica a un intervento “necessario”.
UNA
RETORICA SEMPRE UGUALE
Cambiano
i paesi, ma il copione resta identico.
-
In Kosovo, la giustificazione fu un presunto genocidio mai comprovato
nei termini raccontati dai media occidentali.
-
In Iraq, si parlò di “armi
di distruzione di massa”
che
non sono mai esistite.
-
In Libia, si invocò la difesa dei civili per distruggere uno Stato e
lasciarne le macerie in mano alle milizie.
-
In Siria, si è usata la bandiera dei “diritti
umani”
per
coprire una strategia di contenimento e dominio regionale.
Oggi
tocca al Venezuela, con la nuova menzogna del “narcotraffico
di Stato”.
Il tutto condito da dichiarazioni di senatori repubblicani e analisti
vicini alle lobby del petrolio, pronti a evocare “azioni
preventive”
o “operazioni
mirate”
in
nome della sicurezza e della libertà.
Facciamo
chiarezza : secondo Trump e soci sarebbe colpa del Venezuela di
Maduro se i giovani americani sono un branco di tossici dipendenti
dal Fentanyl. Peccato che il Venezuela non c’entri nulla con la
produzione di Fentanyl. E se anche fosse? In Europa abbiamo un
problema di sovrappeso della popolazione giovanile. Questo ci
autorizzerebbe a bombardare gli USA perché i McDonald’s e la
CocaCola provengono da lì?
IL
VERO OBIETTIVO: RISORSE E DOMINIO
Parliamoci
chiaro. Non
si tratta mai di libertà,
né
di
narcotraffico,
né democrazia.
Gli Stati Uniti non esportano valori: allargano
il proprio impero.
Il
Venezuela possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo,
risorse minerarie strategiche, e una posizione geopolitica centrale
nel continente sudamericano. È questo che attira l’attenzione
dell’impero
a stelle e strisce, non certo le sorti del popolo venezuelano.
Gli
USA vogliono il controllo del petrolio venezuelano. Gli USA vogliono
che il petrolio venezuelano sia venduto e comprato in dollari. Gli
USA hanno paura che le più importanti riserve di greggio del mondo
sfuggano alla loro valuta, determinandone una perdita di valore che
sarebbe spaventosa per l’economia USA.
Dopo
i tentativi falliti di destabilizzare Maduro —
dal
riconoscimento del fantoccio Guaidó
alle
sanzioni che hanno strangolato l’economia
del Paese —
ora
si cambia tattica: si paventa un intervento militare. È l’ennesimo
passaggio di un copione scritto a Washington, applaudito nei salotti
dell’Europa
che tace, e amplificato dai grandi media occidentali che fingono
obiettività
mentre
fanno da megafono al potere.
IL
SILENZIO DEI
MEDIA E DEI GOVERNI DELLE COLONIE USA (NOI)
È
scandaloso
il silenzio della comunità
internazionale.
L’ONU
balbetta, l’Europa tace,
i media parlano solo la lingua dell’“ordine
liberale”.
Ma la realtà è che gli
USA non hanno NESSUN DIRITTO di invadere il Venezuela.
L’aggressione
diplomatica, economica o militare contro uno Stato sovrano
rappresenta una violazione diretta del diritto internazionale e un
pericolo per la stabilità
globale.
BASTA
Basta
con la retorica salvifica di Washington. Basta con la complicità
dei
media che trasformano l’aggressore
in liberatore. Basta con la finta morale che nasconde la brama di
petrolio, controllo e dominio.
Il
mondo deve dire no.
Non
per difendere un governo, ma per difendere un principio: quello
dell’indipendenza
dei popoli e del diritto di ogni nazione a decidere il proprio
destino senza essere piegata dagli interessi di un impero.
E questo vale anche per il Venezuela.
È
tempo
che l’opinione
pubblica internazionale si svegli, che gli intellettuali, i
giornalisti e le diplomazie abbiano il coraggio di smascherare la
menzogna. Perché
ogni
volta che il mondo tace davanti all’arroganza
di Washington, un altro Paese viene distrutto, un altro popolo viene
impoverito, e la verità
affonda
sotto la propaganda.
Luca
Costa
PONTE ARCOBALENO: LUCA COSTA: una voce del pensiero alternativo

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