domenica 2 novembre 2025

Basta retorica USA

 Basta con la retorica dell’impero: il mondo non può più tacere davanti all’arroganza USA


C’è un limite oltre il quale non si deve andare. Un minimo di decenza da rispettare. Gli Stati Uniti d’America — da otto decenni autoproclamatisi gendarmi del mondo — tornano a brandire la sfinente, logora bandiera della “difesa della democrazia” per giustificare ciò che in realtà è soltanto l’ennesimo capitolo di una politica estera predatoria, imperialista e profondamente ipocrita.

Ora l’obiettivo è il Venezuela di Nicolás Maduro, uno Stato sovrano, riconosciuto dalla comunità internazionale, certo imperfetto e segnato da gravi crisi interne, ma pur sempre un paese membro di una comunità internazionale che deve garantirne i diritti alla sovranità e all’autodeterminazione del proprio popolo. Eppure, come già accaduto in Iraq, in Libia, in Serbia, in Afghanistan, Washington ricomincia con il solito copione: costruire una narrazione tossica, gonfiare accuse, mobilitare media e apparati di intelligence per preparare l’opinione pubblica a un intervento “necessario”.

UNA RETORICA SEMPRE UGUALE
Cambiano i paesi, ma il copione resta identico.
- In Kosovo, la giustificazione fu un presunto genocidio mai comprovato nei termini raccontati dai media occidentali.
- In Iraq, si parlò di “armi di distruzione di massa” che non sono mai esistite.
- In Libia, si invocò la difesa dei civili per distruggere uno Stato e lasciarne le macerie in mano alle milizie.
- In Siria, si è usata la bandiera dei “diritti umani” per coprire una strategia di contenimento e dominio regionale.

Oggi tocca al Venezuela, con la nuova menzogna del “narcotraffico di Stato”. Il tutto condito da dichiarazioni di senatori repubblicani e analisti vicini alle lobby del petrolio, pronti a evocare “azioni preventive” o “operazioni mirate” in nome della sicurezza e della libertà.

Facciamo chiarezza : secondo Trump e soci sarebbe colpa del Venezuela di Maduro se i giovani americani sono un branco di tossici dipendenti dal Fentanyl. Peccato che il Venezuela non c’entri nulla con la produzione di Fentanyl. E se anche fosse? In Europa abbiamo un problema di sovrappeso della popolazione giovanile. Questo ci autorizzerebbe a bombardare gli USA perché i McDonald’s e la CocaCola provengono da lì?

IL VERO OBIETTIVO: RISORSE E DOMINIO
Parliamoci chiaro. Non si tratta mai di libertà, né di narcotraffico, né democrazia. Gli Stati Uniti non esportano valori: allargano il proprio impero.
Il Venezuela possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo, risorse minerarie strategiche, e una posizione geopolitica centrale nel continente sudamericano. È questo che attira l’attenzione dell’impero a stelle e strisce, non certo le sorti del popolo venezuelano.

Gli USA vogliono il controllo del petrolio venezuelano. Gli USA vogliono che il petrolio venezuelano sia venduto e comprato in dollari. Gli USA hanno paura che le più importanti riserve di greggio del mondo sfuggano alla loro valuta, determinandone una perdita di valore che sarebbe spaventosa per l’economia USA.

Dopo i tentativi falliti di destabilizzare Maduro — dal riconoscimento del fantoccio Guaidó alle sanzioni che hanno strangolato l’economia del Paese — ora si cambia tattica: si paventa un intervento militare. È l’ennesimo passaggio di un copione scritto a Washington, applaudito nei salotti dell’Europa che tace, e amplificato dai grandi media occidentali che fingono obiettività mentre fanno da megafono al potere.

IL SILENZIO DEI MEDIA E DEI GOVERNI DELLE COLONIE USA (NOI)
È
scandaloso il silenzio della comunità internazionale. L’ONU balbetta, l’Europa tace, i media parlano solo la lingua dell’“ordine liberale”. Ma la realtà è che gli USA non hanno NESSUN DIRITTO di invadere il Venezuela. L’aggressione diplomatica, economica o militare contro uno Stato sovrano rappresenta una violazione diretta del diritto internazionale e un pericolo per la stabilità globale.

BASTA
Basta con la retorica salvifica di Washington. Basta con la complicità dei media che trasformano l’aggressore in liberatore. Basta con la finta morale che nasconde la brama di petrolio, controllo e dominio.

Il mondo deve dire no.
Non per difendere un governo, ma per difendere un principio: quello dell’indipendenza dei popoli e del diritto di ogni nazione a decidere il proprio destino senza essere piegata dagli interessi di un impero. E questo vale anche per il Venezuela.

È
tempo che l’opinione pubblica internazionale si svegli, che gli intellettuali, i giornalisti e le diplomazie abbiano il coraggio di smascherare la menzogna. Perché ogni volta che il mondo tace davanti all’arroganza di Washington, un altro Paese viene distrutto, un altro popolo viene impoverito, e la verità affonda sotto la propaganda.

Luca Costa

PONTE ARCOBALENO: LUCA COSTA: una voce del pensiero alternativo





Nessun commento:

Posta un commento

La gioventù francese presenta il conto

  Notre jeunesse : La gioventù francese presenta il conto a Macron *** Da alcune settimane la Francia assiste a una mobilitazione studente...